La Banca centrale europea è stata messa sotto accusa dal nuovo governo populista italiano (in precedenza il governo era definito non “populista”, ma “euroscettico”, ndt) dopo avere rivelato di avere ridotto la quota di debito italiano acquistata come parte del suo programma di stimolo economico, durante la tempesta politica di Roma del mese scorso. 

 

Acquisto netto di debito italiano da parte della BCE in % sul totale del programma di acquisto di bond (Fonte: BCE)

 

Secondo dati recenti, a maggio la BCE ha acquistato 3,6 miliardi di euro di debito pubblico italiano, nell’ambito del suo programma di acquisti a lungo termine. E sebbene l’importo in assoluto sia stato maggiore di quello acquistato in alcuni dei mesi più recenti, come marzo e gennaio, è stato inferiore se calcolato come percentuale sul totale degli acquisti.

 

La BCE ha insistito nel negare che questo calo abbia avuto a che fare con gli eventi politici, e ha affermato che era legato a motivi puramente pratici, ovvero la necessità per la banca di reinvestire in obbligazioni tedesche, dopo che ne era arrivata a scadenza una grossa parte.

Tuttavia membri dei nuovi partiti di governo italiani hanno colto l’occasione per fare riferimento a queste cifre, dopo avere sostenuto per settimane che i banchieri centrali dell’eurozona hanno esercitato pressioni perché adottassero politiche economiche più convenzionali. 

Claudio Borghi, il principale consigliere economico della Lega, partito di estrema destra, ha affermato che “non è una sorpresa” scoprire che la BCE ha acquistato più obbligazioni tedesche. “Da quando Draghi ha promesso di fare ‘whatever it takes’, il maggior player nel mercato obbligazionario italiano è stato la BCE ed è lei che stabilisce i prezzi”, ha dichiarato al FT. “Non sono i mercati ad influenzare maggiormente i prezzi; è la BCE ad essere di gran lunga il fattore più importante”.

La BCE ha fatto notare di avere comprato anche una quota più bassa di debito Francese, Austriaco e Belga a causa della necessità di comprare grandi quantità di debito tedesco.

“Questo è il risultato di regole concordate e comunicate sui tempi di reinvestimento”, ha dichiarato la BCE. La quota di debito francese netto acquistata, il 17%, è stata la più bassa da sempre.

I prezzi delle obbligazioni del governo italiano sono crollati nelle ultime due settimane quando gli investitori hanno avuto timore della prospettiva di un governo di coalizione tra la Lega e il Movimento Cinque Stelle, che si oppone all’establishment.

Lo spread tra il rendimento del debito pubblico italiano e il suo equivalente tedesco è salito ai livelli più alti da cinque anni, mentre sono aumentati per l’Italia i costi di emissione di nuovo debito, portando alcuni politici del paese a denunciare la prepotenza dei mercati obbligazionari.

“Sarebbe interessante conoscere quanti BTP BCE e Bankitalia hanno acquistato questa settimana rispetto al solito. Non saranno mica scesi? Qualcuno ci toglie il dubbio?”, ha twittato Carla Ruocco, parlamentare dei Cinque Stelle, all’apice della turbolenza del mercato la scorsa settimana.

Secondo i dati pubblicati dalla BCE, il 28% degli acquisti netti della BCE il ​​mese scorso sono andati in obbligazioni tedesche, mentre il 15% in debito italiano, ovvero la quota più bassa destinata all’Italia da quando è iniziato il programma di acquisto di obbligazioni, a marzo 2015.

 

Acquisti di bond da parte della BCE come % dell’acquisto netto mensile (Fonte: BCE). Blu: Germania; Rosso: Spagna; Azzurro: Francia; Verde: Italia.

 

Il sistema utilizzato dalla BCE per eseguire il QE è una bizzarra peculiarità dell’economia politica della regione, con acquisti assegnati approssimativamente in base alle dimensioni di ciascuna economia e non all’ammontare del debito in circolazione di ciascun paese. Stando a questa regola, all’Italia spetterebbe circa il 17% degli acquisti di debito sovrano per tutta la durata del programma, anche se la cifra può variare da un mese all’altro.

 

 

La BCE prevede di spendere 30 miliardi di euro al mese per lo più in obbligazioni più fino a settembre, nell’ambito del programma da 2,5 trilioni di euro.

 

Guntram Wolff, direttore del think-tank Bruegel di Bruxelles, ha dichiarato che le cifre erano conseguenti alla necessità della BCE di reinvestire nel debito della Germania, e di bilanciare il precedente acquisto eccessivo di obbligazioni italiane rispetto alla regola.

 

“È veramente dovuto a ragioni tecniche”, ha dichiarato. “Da un punto di vista puramente meccanico a un certo punto devi acquistare meno”.

 

Ha collaborato in aggiunta Jim Brunsden, da Bruxelles. 

 

di Kate Allen, Claire Jones e Rachel Sanderson

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