E’ notizia di queste settimane che l’Agenzia di rating Fitch ha abbassato la valutazoine del rating Italiano, ovvero la capacità che un azienda “nel nostro caso una Nazione” ha di pagare i propri debiti, è stato ulteriormente abbassato nonostante i ripetuti slogan sulla nostra florida economia propinatici dai nostri politici. Cosa c’è dunque che non va? Cosa ancora bisogna fare per raggiungere uno standard di Nazione da tripla A come lo eravamo un tempo? Un cruccio che ci perseguita da anni ormai, era il 1998 quando S&P abbasso il rating dell’Italia passandolo dalla tripla A ad AA causa fu il divorzio fra Stato e Banca d’Italia avvenuto qualche anno prima e l’avvento della Unione Europea e quindi della moneta unica.Nel 2003 il secondo taglio, S&P modificava le prospettive del nostro rating da AA ad AA- (da tenere a mente che la stessa S&P ci dava come una delle economie più forti a cavallo tra gli anni 1993/1994, cioè appena un anno dopo essere usciti dallo S.M.E. e da tutto quello che ne è derivato, privatizzazioni, riduzione del debito pubblico ecc. riporto qui di seguito il rapporto di S&P riferito all’Italia : ” una delle economie-leader dell’Unione europea con una crescita media annua superiore al 2% nell’ultimo decennio”. S&P’s apprezzava allora “il record italiano di un tasso d’inflazione moderato (media del 5,8% nel decennio); la responsabile condotta della Banca d’Italia, nonostante il persistente elevato livello del disavanzo pubblico (stimato nel 9,4% del prodotto interno lordo nel 1994) ed il gravoso e crescente debito (124% del Pil); il forte tasso di risparmio (15% del pil) e la concentrazione in mani nazionali del debito italiano”.) Nel 2005 la stessa Fitch rivede le prospettive della AA da stabili a negative e così via fino ad oggi nonostante una quantità di “manovre” che farebbe impallidire anche Zio Paperone. Il ministro Padoan insiste col dire che la luce alla fine del tunnel è vicina ed esulta per un margine di crescita dello 0.01% quando , tempi addietro, crescevamo del 2% e anche di più. La MMT ha affrontato questo tipo di dilemma più volta in questi anni. Iniziamo col ricordare cosa è lo Stato moderno, troverete tutto in questo Nostro vecchio articolo ” I Simpson e l’Economia dello Stato. ” Letto questo articolo avrete senza dubbio capito cosa è e come funziona uno Stato moderno in possesso di una economia Nazionale , cioè in mano a se stesso. Ora veniamo alla Unione Europea. Le meccaniche economiche della U.E. si focalizzano sull’indebitamento. In termini spiccioli, non esiste più uno Stato all’interno dell’Unione, sono tutti debitori che debbono restituire i soldi alla Banca Centrale con aggiunta di interessi. ” Guardando Germania o Francia si direbbe che questo sistema funziona, ma dando tempo al tempo anche la grande Francia e la potente Germania cadranno sotto i colpi dell’indebitamento, accadrà ancor prima quando rispetteranno il limite dato alla spesa pubblica del 3%.” E’ tutto qui. Il problema alla base dell’ andamento negativo dell’Italia , della Grecia, della Spagna e di tutti i paesi dell’Unione Europea è la stessa Unione. La sua struttura ,basata sull’indebitamento, sulla falsa ricchezza, prendendo come esempio più eclatante il fondo salva stati o i vari fondi europei “regalati” agli stati membri;  null’altro sono che soldi , risparmi privati dei cittadini,  depositati in quel fondo e prestati allo Stato bisognoso il quale dovrà ritornare i propri soldi alla Banca Centrale con gli interessi. I fondi europei la stessa cosa, sono soldi che comunque andranno restituiti. Le Banche non regalano i soldi. Il suo modello economico restrittivo ed austero finirà col distruggere tutte le economie del continente a vantaggio di speculatori privati, dei mercati.  Se vi risulta ancora difficile da comprendere vi invito a leggere tutti i trattati europei o in alternativa a ragionare. Voi regalereste mai le vostre galline ad un tizio in giacca e cravatta per poi acquistare le uova da lui? Io non credo proprio. Il problema degli Stati membri dell’Unione Europea non è il debito pubblico dei vari Stati, ma è l’Unione Europea stessa.

(Grafico rating Italiano dall’1986 al 2016. Punteggi : Moody’s da 20 AAA ad 1 C ; Standard & Poor’s da 25 AAA ad 1 D ; Fitch da 22 AAA ad 1 D. In questo grafico non vengono prese in considerazione gli outlook , le previsioni che ogni società di rating assegna all’andamento economico e della solidità del debito.)

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