A più di due settimane dall’ufficializzazione del divorzio tra Londra ed Unione Europea diamo un occhiata ai mercati per vedere in che condizioni versa la Gran Bretagna.

Giovedì 30 marzo 2017:

Sul fronte valutario la sterlina si è svalutata in apertura dei mercati asiatici (durante la notte in Europa) per poi rivalutarsi a fine giornata nei confronti dell’euro (primo grafico) e recuperare il terreno perso sul dollaro (secondo grafico):

  

Stesso andamento anche per la borsa con l’indice FTSE 100 che apre in perdita per poi risalire:

Questa la situazione subito dopo l’ufficializzazione dell’Articolo n.50 del trattato di Lisbona.

Oggi la situazione è pressoché la medesima, abbiamo la Sterlina che ben piazzata sui mercati valutari Europei ed Americani ;

rispettivamente grafico 1 e 2:

Mentre sul fronte della borsa l’indice FTSE 100 sembra reggere bene lo “shock” della Bre-Exit rispettivamente grafico 1 situazione attuale , grafico 2 lungo periodo :

Le fluttuazioni di questi mesi sono il frutto di normali “operazioni”. Le previsioni  negative e le minacce della Unione Europea dirette alla Gran Bretagna sono il semplice frutto di una Unione incapace di avere una reale coesione tra gli Stati membri. Una Unione che entra in agitazione non appena uno degli Stati membri si appella ad uno degli Articoli presente nei Trattati ,  redatti dalla Unione di cui sopra , il quale concede loro il Diritto di potere recidere i legami con la U.E. Quindi non rivedrete gli episodi accaduti in Grecia tempo fa, cioè la chiusura dei “rubinetti” da parte della BCE nei confronti della sventurata Grecia non appena l’allora presidente propose ,e sottolineo PROPOSE, di far uscire la sua Nazione dalla Unione Europea. La Grecia fu tenuta a guinzaglio e fatta restare nella U.E. nonostante avesse il Diritto di decidere se lasciare o restare a far parte della U.E. e questo fu possibile grazie alla moneta unica. L’Inghilterra, ringraziando Dio, ha conservato la sua Sterlina quindi le minacce di Junker o dei tecnici Europei su possibili fallimenti e “pentimenti” di una Nazione che è un polo economico da più di 200 anni, cioè da prima che nascesse l’Unione Europea, è qualcosa di altamente improbabile. L’Inghilterra sarà sempre più forte mentre gli stati membri dell’Unione Europea cadranno sempre più nella spirale dei debiti e della tassazione fino a quando non si spegneranno e la loro identità sarà cancellata.

Dio Salvi la Regina.

 

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