“Quand un Gouvernement dépend des banquiers pour son argent,
ce sont les banquiers qui ont le contrôle, et non les chefs du Gouvernement.
La main qui donne est au-dessus de la main qui prend.
L’argent n’a pas de patrie; les financiers n’ont ni patriotisme ni décence,
et le gain est leur seul objectif”.

“Quando un governo dipende dai banchieri per il denaro,
sono i banchieri che hanno il controllo, e non i capi del governo.
La mano che dà è al di sopra della mano che prende.
Il denaro non ha patria; i finanzieri non hanno né patriottismo né decenza,
e il guadagno è il loro unico obiettivo. “

(Napoleone Bonaparte)

 

La Teoria della Moneta Moderna (Modern Money Theory) è il termine moderno per indicare il corpo teorico del “cartalismo”.
La teoria economica cartalista, che descrive nel dettaglio le procedure e le conseguenze dell’utilizzo della moneta a corso legale rilasciata dallo Stato, è oggi di fatto la MMT.

Il cartalismo (dal latino ‘charta’ cioè ‘carta’, in attinenza alla natura della moneta cartacea prevista nel sistema della moneta a corso legale e in contrapposizione con la teoria monetaria del metallismo) venne elaborato alla fine del XIX secolo dall’economista tedesco Georg Friedrich Knapp (1895), con l’importante contributo di Alfred Mitchell- Innes, e poi ripreso da John Maynard Keynes nel suo Trattato sulla moneta.
Il cartalismo nasce come teoria complementare al circuitismo (del quale il professor Alain Parguez è uno dei massimi esperti moderni), in quanto in origine essa è pensata per spiegare le cosiddette ‘interazioni verticali’, ovvero da settore pubblico a privato e viceversa, mentre la teoria del circuitismo nasce invece per illustrare le cosiddette ‘interazioni orizzontali’, ovvero da privato a privato.
La MMT è sostenuta da alcuni economisti post-keynesiani e fonda le sue basi di analisi moderne sulla descrizione del sistema monetario in vigore sin dall’abolizione, avvenuta nel 1971, dello standard aureo, riprendendo il pensiero economico dei giganti delle teorie economiche classiche (Marx, Knapp, Lerner, Minsky, Godley, Goodhart fino a Keynes).
Nello specifico, l’espressione ‘Modern Monetary Theory’ è stata coniata dall’economista australiano Bill Mitchell, in riferimento a una frase contenuta proprio nel trattato sulla moneta di Keynes. Per queste sue origini, la Teoria Monetaria Moderna è anche definita con il nome di neo-cartalismo.
Il principale luogo da dove parte il rilancio moderno della teoria è l’Università del Missouri-Kansas City, dove insegnano il professor Randall Wray, la professsoressa Stephanie Kelton, William Black, Michael Hudson e dove ha sede il Centro per la Piena Occupazione e la Stabilità dei Prezzi di Warren Mosler, un altro dei padri fondatori di questa scuola di pensiero.
James Kenneth Galbraith è oggi uno fra i più celebri sostenitori della teoria e nel 2010 ha scritto la prefazione del libro di Mosler intitolato Seven Deadly Innocent Frauds of Economic Policy (Le 7 innocenti frodi mortali della politica economica).
In Italia la Teoria Moneta Moderna è stata introdotta e presentata all’attenzione dell’opinione pubblica dal giornalista economico Paolo Barnard, fra l’altro cofondatore della trasmissione Report (Rai3).

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